Fattori di crescita piastrinici (PRP plasma ricco di piastrine)

 

Il Dott. De Pamphilis esegue nella Clinica Columbus di Milano e negli Istituti Clinici Zucchi dei trattamenti con fattori di crescita.
Questi ultimi sono molecole prodotte e liberate dalle piastrine e adibite alla crescita e alla differenziazione cellulare in vari tessuti e organi e al processo di riparazione tissutale.
La scoperta dell’importanza dei fattori di crescita nel processo di guarigione dei tessuti molli e duri ha giustificato l’utilizzo del “plasma ricco di piastrine” (PRP) nel trattamento di una vasta gamma di patologie la cui guarigione presuppone l’attivazione di un processo di riparazione tissutale.
In campo ortopedico le indicazioni all’utilizzo del PRP sono:

Alterazioni della guarigione ossea, ritardi di consolidazione e pseudoartrosi, chirurgia della spalla, decompressione sub-acromiale e riparazione cuffia dei rotatori, chirurgia del ginocchio, ricostruzione Legamento Crociato Anteriore e riparazione delle lesioni cartilaginee, chirurgia protesica, effetto emostatico, revisioni protesiche e osteomieliti, tendiniti ed artrosi.

 

Nelle foto viene trattata una tendinite del ginocchio cronicizzata; in pratica viene iniettata nel tendine patologico un concentrato di piastrine del paziente, ricavato per centrifugazione dal sangue prelevato dal paziente stesso.

In questo caso abbiamo un trattamento di ginocchio artrosico tramite infiltrazione articolare con PRP.
La centrifugazione permette di separare le diverse componenti del sangue sfruttando il loro diverso peso specifico. Si ottiene quindi una componente plasmatica povera di piastrine, una componente delle cellule mononucleate o plasma ricco di piastrine (megacariociti, piastrine e linfociti) e una componente eritrocitaria (globuli rossi).

 

Possiamo vedere la centrifuga ed il contenitore con i 3 strati dopo la centrifugazione (tra cui il PRP di colore rosso rubino e non rosso scuro).
Il PRP (ricco di piastrine e di fattori di crescita) contiene una concentrazione di piastrine 8 volte superiore alla conta basale e di linfociti 5 volte superiore alla concentrazione di partenza.
Con questa tecnica possono essere trattate le seguenti tendiniti:
Epicondilite (gomito del tennista)
Epitrocleite (gomito del golfista)
Fascite plantare
Tendinite di Achille, tibiale posteriore e tendine rotuleo
Pubalgia.
Il trattamento si svolge in Day-Hospital e dura in tutto circa 30 minuti: si esegue un normale prelievo venoso di 30 o 60 ml a seconda dell’estensione della zona da trattare. Il sangue viene poi inserito in una speciale centrifuga e centrifugato per 15 minuti ottenendo i 3 strati descritti prima. Dall’apposito contenitore si estrae solo il PRP (3 o 6 ml) e si aggiungono 0.o5 ml di bicarbonato di sodio per ogni ml di concentrato piastrinico per ridurre l’acidità prima dell’iniezione.
Si procede quindi con la disinfezione della cute sul sito di iniezione e con l’infiltrazione di anestetico locale cutanea o sottocutanea se si tratta di una tendinite (in caso di artrosi del ginocchio si infiltra direttamente in articolazione il PRP). Dopo 2-3 minuti si inietta il PRP nell’area di maggior dolore e si praticano delle perforazioni multiple del tendine con ago.
Al termine della procedura si applica una medicazione e il paziente osserva riposo in posizione supina per 15 minuti.
Nei giorni succesivi il paziente assume solo analgesici e non antiinfiammatori. Viene applicato del ghiaccio a cicli se ci sono delle manifestazioni di dolore.
Il paziente si deve astenere da attività fisiche vigorose o sportive per 4 settimane. Il controllo clinico è previsto dopo 1 mese.
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