L’osteotomia di ginocchio è una procedura chirurgica raccomandata in caso di danno artrosico monocompartimentale.
Durante l’osteotomia si aggiunge (osteotomia di addizione o apertura) o rimuove (osteotomia di sottrazione o chiusura) un cuneo osseo alla tibia o al femore per spostare il carico corporeo dalla parte danneggiata a quella sana del ginocchio. 
Un danno artrosico monocompartimentale è spesso conseguenza di una deformità del ginocchio: VARO o VALGO.
Nell’immagine la linea rappresenta l’asse meccanico degli arti inferiori, quello che sostiene il peso corporeo. In un ginocchio normalmente allineato passa al centro dell’articolazione, nel ginocchio varo questa linea passa medialmente (all’interno) all’articolazione mentre nel ginocchio valgo lateralmente (all’esterno).
La deformità più frequente è quella del ginocchio varo. Il verificarsi di una deformità in varo o in valgo crea un sovraccarico costante
della cartilagine e lo sviluppo di una lassità legamentosa (collaterali): causa del dolore.
L’osteotomia di ginocchio è maggiormente indicata su pazienti magri, attivi e con un’età compresa tra i 40 e i 60 anni.
I candidati ideali hanno dolore solamente a un lato del ginocchio e non sotto la rotula. Il dolore al ginocchio dovrebbe essere accusato principalmente durante l’attività fisica e restando in piedi, a lungo. I candidati dovrebbero essere in grado di stendere completamente la gamba e di piegare il ginocchio di almeno 90 gradi.
L’osteotomia è l’essenza dell’ortopedia in quanto è l’unico atto chirurgico preventivo finalizzato a prolungare la vita del ginocchio ed i risultati di letteratura ci dicono che, nonostante non ci siano  risultati significativamente diversi rispetto ad una protesi monocompartimentale con la quale condivide la principale indicazione, ha dei risultati a lungo termine decisamente soddisfacenti con una sopravvivenza a 15 anni (dato medio della letteratura).
Vuoi presentarmi il tuo caso? Hai bisogno di un consulto o di una visita? Scegli l’ambulatorio che ti è più comodo.